Ranucci e il "favore": ombre sulla bomba. E scoppia il caso Rai
Valter Lavitola (nella foto) resta negli uffici della Procura di Roma poco più di due ore, prima di uscire da un ingresso secondario accompagnato dai suoi avvocati Sergio e Arturo Cola. Sceglie di non rispondere ai pm e alle accuse di strage aggravata dal metodo mafioso per essere il presunto mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci dello scorso 16 ottobre. Rilascia però dichiarazioni spontanee: "Non sono stato io, non so chi possa essere stato e non ho idea del movente", avrebb
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