Pace col terrore, guerra con gli amici
Pensare che il presidente Usa possa «fare la pace» con un criminale terrorista come Khamenei e due ore dopo azzuffarsi con il Papa, Macron o Giorgia Meloni è «da fessi». A meno che non si faccia finta di non sapere cos'è Trump: uno che tratta la diplomazia come un reality, dove contano i titoli in sovraimpressione, non la coerenza. L'audience si produce così: oggi stringi la mano al nemico, domani molli uno schiaffo all'alleato. Perché l'alleat
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